Dall’acqua alla neve: ecco come ti modifico la Vespa

La Vespa non corre solo su strada. I veri appassionati la portano ovunque, ci percorrono i chilometri, attraversano le nazioni e i continenti. Poi c’è un’altra tipologia di amanti delle due ruote che non si fa fermare nemmeno dalla natura. Questo è il caso di Francesco Foti e Massimo Berlenga.

Francesco, docente di Meccanica e macchine all’Istituto nautico Fermi e vicepresidente del Vespa Club di Villa San Giovanni, ha attraversato i 3,3 chilometri dello Stretto di Messina a bordo della sua Vespa faro basso del 1953. Ideata per galleggiare grazie a due kayak biposto, il veicolo è stato agganciato su una struttura di acciaio e alluminio e grazie a una catena cinematica trasmette il moto a un’elica.

La Vespa anfibia è stata testata nelle acque antistanti Porticello di Villa San Giovanni e ha attraversato lo Stretto il 30 luglio 2017. Questa impresa, che è già entrata nella storia, è seconda solo a quella del francese Georges Monneret che nel 1952 ha attraversato il Canale della Manica in sole 5 ore con la sua Vespa faro basso resa anfibia.

Lasciando l’acqua incontriamo Massimo, titolare di un’azienda di traslochi, che partirà il 2 dicembre da Pordenone per raggiungere il Polo Nord in sella alla sua Vespa Gts 300 appositamente modificata per l’occasione. Percorrerà all’incirca 9.000 chilometri, la maggior parte su strade ghiacciate e buie per quasi 23 ore al giorno, e prima di arrivare al Polo farà tappa a Rovaniemi – la città di Babbo Natale – per consegnare a Santa Claus le letterine dei bambini ricoverati nell’area giovani del Centro di riferimento oncologico di Aviano.

Sarebbe quasi impossibile intraprendere questo viaggio con una Vespa normale, per questo Massimo ha apportato alcune modifiche alla sua Vespa. Oltre agli pneumatici chiodati e alla copertura dei cavi, Berlenga si è dotato di una tuta elettrica che, attaccata a una presa a 12 volt, si riscalda e ha montato una retina elettrica sulla visiera del casco per farla riscaldare ed evitare che si congeli. La vera chicca, però, sono i due sci montati ai lati della Vespa che hanno spinto addirittura la Piaggio a certificare il suo veicolo come prima Vespa al mondo con gli sci.

 

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